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Posted by on Apr 17, 2015 in Home, Sezione *Freedom* |

Forza e coraggio

coraggio
Buon Venerdì 17 miei cari Lettori, che siate superstiziosi o meno! Vi sono già capitate ogni sorta di sventure? Avete rovesciato il caffè caldo sul vostro pigiamino rosa coi gattini? Siete rimasti imbottigliati nel traffico mentre andavate a lavoro? Siete arrivati alla cassa del supermercato con un carrello pieno e vi siete accorti di aver lasciato il portafogli a casa? Siete stati bocciati a qualche esame dal professore rompiscatole con la puzza sotto il naso? Non disperate, nel mondo c’è sicuramente chi sta peggio di noi. Per questo, ho deciso di postarvi una riflessione che ho scritto tempo fa, mentre ascoltavo una canzone di Avril Lavigne intitolata Keep holding on, ovvero “Continua a tenere duro”, una sorta di “forza e coraggio”, il mio mantra. Ascoltandola, ho pensato a come noi esseri umani facciamo di tutto pur di andare avanti, nonostante il dolore che ci circonda, nonostante la sfiga, la malattia, il degrado, la sofferenza. Allora vi lascio a questa lettura, forse poco allegra, ma ogni tanto ci vuole un po’ di serietà. Mi piacerebbe sapere se la pensate come me o siete di un altro parere! Buona lettura 🙂
*R.

La gente muore tutti i giorni. In ogni modo possibile. E altra gente piange e soffre. Ci sono uomini e donne, responsabili della morte di altri esseri umani, che non riescono a reggere questo peso, altri che se lo portano dietro per sempre, come uno zaino sulle spalle, e altri ancora che, invece, cercano di liberarsene il prima possibile.
Il mondo è pieno di ingiustizie, di marcio e miseria, di dolore e paura. In questo istante, qualche bambino sta soffrendo la fame. In questo momento, una donna sta piangendo, picchiata da qualcuno più forte di lei. In questo preciso attimo, un uomo è malato di cancro e non passerà la notte. Fermatevi a pensare a tutto questo, considerate quanto sia cupo un mondo così, dove ce n’è a palate di sofferenza. Pensate a tutto questo solo per un attimo e ditemi se non vi sentite schiacciati da un’ enorme mano, che vi stringe il petto. Ditemi che i vostri occhi non si riempiono di lacrime e il vostro stomaco non si rivolta a questi orribili pensieri. Non vi sentite persi, soli e impotenti? Non vi sentite immensamente tristi? Io sì.
Forse è per questo che la gente festeggia per ogni futile motivo che riesce a trovare. Forse è per questo che brindiamo, ci facciamo regali, raccontiamo barzellette e guardiamo film comici. Forse per questo beviamo fino a perdere i sensi, ci amiamo senza riserve e ci baciamo in pubblico. Per questo mangiamo cioccolata come se non ci fosse un domani, piantiamo fiori in giardino e lasciamo che i nostri cuccioli ci lecchino il viso. Per questo dipingiamo quadri dai colori accesi, ci compriamo montagne di oggetti inutili e giochiamo a carte. Per questo balliamo e buttiamo via i soldi come possiamo. Per questo leggiamo storie non nostre. Perché tutto è meglio di una vita fatta di urla strazianti e grigiore. Abbiamo un disperato bisogno di ridere e fingere che quei problemi, quelli di cui i notiziari sono pieni, non siano nostri. Abbiamo bisogno di mascherarci a Carnevale ed essere qualcun altro, almeno per un giorno, uno soltanto. Non ci rendiamo conto che siamo qualcun altro ogni giorno, pur di non essere noi stessi. Pur di non soffrire. Pur di dimenticare tutto quello che ci corrode l’anima.
L’uomo ha bisogno di andare avanti, sempre. Non importa quanto dovrà fingere e dimenticare, non importa quanto alto sia il prezzo. L’uomo va avanti. L’uomo dimentica. L’uomo deve ridere, altrimenti morirebbe ogni mattina aprendo gli occhi e guardandosi intorno. Morirebbe ogni volta che pensa alla realtà così com’è, opposta a come vogliamo che sia. L’uomo non esisterebbe se non sapesse ridere e accantonare tutto ciò che è dolore.
Ma in un angolo della sua mente, ogni essere umano tiene tutto ciò che vorrebbe aver dimenticato, tutto ciò che lo ha fatto piangere e gridare, tutto ciò che lo spaventa e lo spaventerà per sempre. Perché l’uomo deve saper ridere, sì, ma deve anche saper piangere. Perché, ricordate, che la nostra vita inizia piangendo.